Bisus

Bisus (parola sarda per “Sogni”) è un programma di approfondimento culturale e interviste sulla scia dei Late show americani condotto da Alessandro Pani e prodotto da Artisti Fuori Posto. Attraverso un dialogo intimo e dinamico condotto interamente in lingua sarda, il format esplora i “sogni”, le traiettorie artistiche e le visioni dei più importanti protagonisti dello spettacolo, del teatro, della letteratura e della cultura contemporanea in Sardegna. Ogni puntata è un viaggio tra memoria, identità e ricerca espressiva: dalle radici storiche della narrazione popolare alle sfide della drammaturgia, dal cinema alla valorizzazione del patrimonio linguistico locale, Bisus racconta chi vive e trasforma la cultura dell’isola fuori dai soliti cliché. Tutte le puntate sono state trasmesse su RTS – Radio Televisione Sarda e sono disponibili integralmente sul canale YouTube ufficiale di Artisti Fuori Posto. Condotto da Alessandro Pani Regia di Filippo Salaris Ospiti in studio Gianluca Medas, Alisandru Sanna aka Quilo Sa Razza, Rossella Faa, Nicola Agus, Claudia Aru, Bepi Vigna, Elio Turno Arthemalle, Daniele Pettinau, Mauro Mou, Tiziana Troja   Attività realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna IMPRENTAS 2022-2023 LR 22/2018, art 22.    ...

Rumore – frequenze ribelli

scritto e diretto da Alessandro Redegoso con Alessio Arippa, Alessandro Redegoso, Paolo Salaris suoni Michela Scalas luci Alessandro Pani costumi Erika Nicole Fadda Sinossi In un mondo distopico, da ormai un secolo, il Ministero del Controllo Musicale ha messo al bando la musica, ritenendola pericolosa per la quiete pubblica e per la salute mentale dei cittadini. Solo pochissimi musicisti, selezionati attraverso controlli rigidissimi, possono ancora praticarla: una musica sterilizzata, priva di emozione, curiosità o qualunque forma di espressività. Mariano, uno dei protagonisti, sogna di diventare uno di questi musicisti ministeriali. Ma la sua sensibilità è troppo viva, troppo stimolabile dalla musica. Considerato quindi un individuo pericoloso, è costretto a fuggire dal controllo del Ministero. Durante la fuga si smarrisce e approda in un luogo inatteso, uno spazio colmo di tracce di vita passata, oggetti bizzarri e frammenti di un mondo musicale ormai proibito. Nel suo percorso si intrecciano le vicende di Theremin, un personaggio esuberante che vaga alla ricerca dei musicisti ribelli della misteriosa Zona, e la scoperta di Automa, un robot capace di cantare e di custodire nei propri dati la memoria di epoche perdute, quando la musica permeava ogni momento della vita quotidiana. Insieme, i tre esplorano un universo sonoro a loro sconosciuto. Sono in costante ricerca della Zona, desiderosi di incontrare chi, come loro, ha scelto di ribellarsi al Ministero. Attraverso la musica, l’esplorazione e la semplice esperienza di stare insieme, scoprono un senso di unione e di libertà che nessuno di loro aveva conosciuto fino a quel momento. Note di Regia Lo spettacolo mette al centro della propria riflessione il modo in cui, nel contesto...

Trainspotting

tratto dall’omonimo romanzo di Irvine Welsh regia Piero Murenu e Filippo Salaris Adattamento teatrale Harry Gibson con Francesco Civile, Sergio Cugusi, Piero Murenu, Juri Orrù, Anna Murgia, Alessandro Pani, Francesca Saba, Filippo Salaris suoni Paolo Salaris luci Ivano Cugia SINOSSI Tratto dall’omonimo romanzo (1993) di Irvine Welsh sceneggiato da John Hodge. Ambientato in una zona suburbana di Edimburgo, è la storia del tossicomane Mark e della sua banda di amici: brutti, sporchi, cattivi e ladri, ma nella loro insolenza ribalda suscitano pena e simpatia, più che paura, orrore o schifo. Spud, Sick Boy e Renton sono tre giovani tossicodipendenti, mentre Begbie è un alcolista violento: ognuno di loro ha un problema di dipendenza e insieme hanno fatto della dipendenza la loro scelta di vita, per non scegliere tutto il resto. “Trainspotting” è questo: uno spaccato squallido, triste e umoristico della generazione “E” (eroina). NOTE DI REGIA Dalla Scozia alla Sardegna, un fil rouge che unisce il disagio esistenziale dei giovani degli anni ‘90 che hanno “perso il futuro” in un baratro fatto di migliaia di piccoli buchi. Disagio che in maniera preoccupante ancora oggi spinge molti ragazzi della nostra isola, appartenenti alla cosiddetta “Millennial Generation”, a seguire le orme dei giovani di vent’anni prima. Proprio nell’era dell’informazione, nella quale le dinamiche e le conseguenze della dipendenza sono ben note, è preoccupante il ritorno all’abuso di droghe pesanti poiché lascia presupporre una scelta fatta con maggior consapevolezza da parte dei giovani. Molti di loro, per gli stessi motivi, prendono ogni giorno la medesima decisione del protagonista, Mark Renton, che così spiega allo spettatore le proprie ragioni: “Scegliete il futuro, scegliete...

Io sono vivo

soggetto: Filippo Salaris sceneggiatura: Filippo Salaris e Alessandro Pani con: Sergio Cugusi, Alessandro Pani e Filippo Salaris scenografie: Romeo Pani e Filippo Salaris voci registrate: Stefania Chessa, Alessandro Gallo, Giovanni Paolo Salaris, Andrea Vargiu e gli allievi del corso base di teatro. SINOSSI Uno sciopero generale senza precedenti paralizza l’isola. I trasporti pubblici sono fermi, i piccoli commercianti abbassano le saracinesche e scendono in piazza per urlare il proprio disagio. Il movimento “Avvollottiamo l’Isola”, rappresentato da Massimiliano Lecca, è il promotore della manifestazioni davanti al palazzo della regione a Cagliari, un incontro che prevede l’affluenza di decine di migliaia di sardi nel capoluogo. In questa giornata particolare Nicola, emigrato sardo e consulente finanziario a Londra, sbarca dall’aereo all’aeroporto di Olbia con l’intenzione di dirigersi poi a Cagliari, dove lo aspettano i genitori per pranzo. Trovando i collegamenti bloccati accetta gioco forza un passaggio da Michele, un esuberante ex militare ammalatosi di linfoma successivamente alle missioni all’estero. Durante il viaggio i due caricano Igli, un autostoppista albanese, che sta cercando di arrivare a Cagliari per una proposta di lavoro. I tre inizieranno così un viaggio allucinante nelle strade secondarie della Sardegna, tra fermate in stazioni di servizio, piazzole di sosta e campagne deserte in cui saranno alle prese con Michele e le sue stravaganze che farà di tutto per portarli con se alla manifestazione per portare all’attenzione dei grandi media la sua storia. NOTE DI REGIA La Sardegna è una terra a cui non mancano le contraddizioni: coste paradisiache, paesaggi mozzafiato e una flora unica nel suo genere.  Tuttavia non possiamo non considerare che è anche un isola che ospita...

Tipping point – punto di non ritorno

scritto e diretto da Piero Murenu con Piero Murenu, Alessandro Pani e Filippo Salaris suoni Paolo Salaris foto di scena Andrea Cincotti Sinossi Negli Stati Uniti del 1962, in piena crisi dei missili di Cuba, i tre uomini rimasti intrappolati nel rifugio anti-atomico rivelano la loro vera natura quando i viveri cominciano a scarseggiare, lasciando che la fame e la follia li avvolgano e prendano il sopravvento sulle regole costituite, sulle gerarchie e sull’essenza stessa dell’Umanità, sovvertendo così ogni ordine morale e naturale. La regola per sopravvivere sarà la sopraffazione del più debole, e tutto è molto più semplice e legittimabile se il più debole è identificabile come un diverso o una minoranza o, in questo caso specifico, un immigrato clandestino. Note di regia Una stanza spoglia, chiusa ermeticamente in cui i tre cercano ognuno uno spazio fisico e mentale che possa accogliere la propria dimensione umana, perché sia meno penoso il fluire lento del tempo, dilatato dalla noia e reso pesante dai rancori, dalla forte sensazione che forse quei momenti si ripeteranno fino alla fine dei giorni e dalla certezza che prima di tale fine si dovranno compiere dei gesti che segneranno un confine dal quale non si potrà tornare indietro. Lo spettacolo strizza l’occhio ai grandi autori del teatro dell’Assurdo, facendo suoi temi cari a Eugène Ionesco, Sławomir Mrozek e precedentemente ad Alfred Jarry, rielaborandoli e trasportandoli in un luogo-non-luogo che riflette in maniera grottesca l’animo umano e la ciclicità degli...