NOSUS

Nosus - spettacolo teatrale

scritto da Alessandro Pani

da un’idea di Piero Murenu, Alessandro Pani, Filippo Salaris

diretto e interpretato da Piero Murenu, Alessandro Pani, Filippo Salaris

voci fuori campo di Roberto Dessì, Alessandro Redegoso, Paolo Salaris, Michela Scalas, Maurizio Seu

aiuto regia e sottotitoli Michela Scalas

disegno luci Ivano Cugia

tecnico audio Paolo Salaris

musiche di Michele Marescutti

voce cantata Antonio Pani

costumi di Alessandra Lecis 

artigiano digitale per maschere sarde di Andrea Cincotti

design maschere Piero Murenu

modello maschere Associazione “Boes e Merdules” di Ottana

ufficio stampa Michela Scalas

 

spettacolo in lingua inglese e in lingua sarda con sottotitoli in italiano

Sinossi

In un futuro distopico, a seguito di un terzo conflitto mondiale esploso tra il Blocco Orientale e quello Occidentale, l’umanità è unificata sotto la World Confederation, un regime che ha imposto l’inglese come lingua unica e cancellato ogni traccia delle culture passate per prevenire nuovi conflitti.  La società è monitorata da ADAM, un’intelligenza artificiale della Arcadia Corporation che guida i cittadini e prevede, fin dalla nascita, la loro probabilità di conformarsi al sistema e diventare dei buoni cittadini. I bambini che presentano un indice di “conformità comportamentale” inferiore al 5% vengono sottratti alle famiglie per essere “rieducati”.

In questo contesto Kevin Stara, un detective della Polizia, di origini sarde e tormentato da recenti drammi familiari, viene richiamato in servizio dal supervisore Ryan Quinn per un caso senza precedenti. È stato arrestato un uomo, Andria Deiana, che ha nascosto la figlia neonata per evitarne il sequestro. La piccola ha un indice di conformità dello 0%, un valore mai registrato prima che la rende una priorità assoluta per le autorità. Kevin è l’unico a poter risolvere il caso perché il prigioniero si rifiuta di parlare in inglese e si esprime solo in lingua sarda. 

Durante l’interrogatorio, Andrìa confessa di voler utilizzare solo il sardo perché è l’unica lingua che gli permette di esprimere veramente i sentimenti che prova e si mostra totalmente contrario alla gestione della società attraverso degli algoritmi predittivi che non tengono conto dell’essere umano. 

In un’atmosfera carica di simbolismo legato alle antiche maschere della Filonzana, dei Boe e dei Merdules, Kevin dovrà decidere se restare un ingranaggio del regime o ascoltare quel legame di sangue e cultura che il tempo e la legge non sono riusciti a spezzare.

Note di regia

Lo spettacolo “Nosus” nasce dall’urgenza di porre domande su una società che sempre più, anche attraverso nuovi strumenti, come ad esempio le IA, esercita un controllo eccessivo sulla vita dei cittadini. Mette quindi in luce anche le problematiche legate ai limiti degli algoritmi predittivi nel comprendere la complessità umana sollevando questioni etiche sull’uso della tecnologia per giudicare il valore di una vita umana.

La morte di una lingua è la morte di una cultura. “Nosus”, attraverso una ambientazione distopica, vuole mettere in risalto l’importanza delle lingue minoritarie in comunità come quella sarda dove, ancora, la lingua originaria riveste un ruolo importante nella comunicazione quotidiana. Il sardo, in un buon numero di individui, al giorno d’oggi si rivela essere uno strumento migliore per l’espressione di determinati stati emotivi, concetti e figure che, innegabilmente, vengono esplicitati ancora nella lingua d’origine pure in persone che normalmente si esprimono in lingua italiana. 

Le radici linguistiche della comunità sarda ancora resistono e influenzando la lingua parlata potrebbero costituire una buona base di partenza per coloro che, in futuro, volessero riappropriarsi della loro identità.

Nosus, in generale, vuole anche evidenziare il ruolo della comunità nel preservare la cultura e proteggere i suoi membri incoraggiando il rispetto per le differenze culturali e linguistiche a sottolineare l’importanza della diversità per una società sana rispetto a una società eccessivamente guidata dai nuovi strumenti che, livellano, uniformano, annullano le peculiarità delle culture e degli individui.

 

Quando e dove

Teatro Massimo di Cagliari, Sala M2
Via de Magistris 12, Cagliari

Domenica 24 Maggio 2026

H 20:30

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