La prima regola del FIGHT CLUB

regia di Filippo Salaris e Alessandro Pani con Filippo Salaris, Alessandro Pani, Piero Murenu, Noemi Medas, Alessio Arippa, Alessandro Redegoso, Valentino Pili e Paolo Salaris luci di Ivano Cugia costumi Alessandra Lecis realizzazioni sceniche Piero Murenu make up artist Carla Aledda foto e video di scena, backstage Oscar Gaviano locandina, fotografie e grafica coordinata Piero Murenu Sinossi La prima regola del Fight Club” è uno spettacolo teatrale ispirato alle suggestioni dell’acclamato libro di Chuck Palahniuk. La storia ruota intorno a un insoddisfatto impiegato di una casa automobilistica che soffre di insonnia e si trova ad affrontare la noia e l’infelicità della vita moderna. Un giorno incontra Tyler Durden, un uomo libero e ribelle, e insieme fondano un club segreto di combattimento noto come Fight Club. Mentre Jack e Tyler esplorano la loro rabbia e la loro frustrazione attraverso le lotte, il club cresce in popolarità e diventa un movimento sociale che attira altri uomini insoddisfatti da tutta la città. Tuttavia, man mano che il club diventa sempre più violento e fuori controllo, Jack comincia a rendersi conto che Tyler potrebbe non essere ciò che sembra e che i suoi veri obiettivi potrebbero essere pericolosi. Note di regia Portare “Fight Club” sul palcoscenico è stata una sfida ambiziosa che ha richiesto un approccio innovativo alla narrazione teatrale. L’obiettivo principale è stato quello di mantenere l’intensità e il dinamismo del materiale originale, pur adattandolo alle peculiarità del linguaggio scenico. Per ricreare l’atmosfera cinematografica che caratterizza la storia, abbiamo fatto ampio uso di proiezioni video e soluzioni tecniche all’avanguardia. Le scene si susseguono con un ritmo serrato, supportate da un sistema di...

Trainspotting

tratto dall’omonimo romanzo di Irvine Welsh regia Piero Murenu e Filippo Salaris Adattamento teatrale Harry Gibson con Francesco Civile, Sergio Cugusi, Piero Murenu, Juri Orrù, Anna Murgia, Alessandro Pani, Francesca Saba, Filippo Salaris suoni Paolo Salaris luci Ivano Cugia SINOSSI Tratto dall’omonimo romanzo (1993) di Irvine Welsh sceneggiato da John Hodge. Ambientato in una zona suburbana di Edimburgo, è la storia del tossicomane Mark e della sua banda di amici: brutti, sporchi, cattivi e ladri, ma nella loro insolenza ribalda suscitano pena e simpatia, più che paura, orrore o schifo. Spud, Sick Boy e Renton sono tre giovani tossicodipendenti, mentre Begbie è un alcolista violento: ognuno di loro ha un problema di dipendenza e insieme hanno fatto della dipendenza la loro scelta di vita, per non scegliere tutto il resto. “Trainspotting” è questo: uno spaccato squallido, triste e umoristico della generazione “E” (eroina). NOTE DI REGIA Dalla Scozia alla Sardegna, un fil rouge che unisce il disagio esistenziale dei giovani degli anni ‘90 che hanno “perso il futuro” in un baratro fatto di migliaia di piccoli buchi. Disagio che in maniera preoccupante ancora oggi spinge molti ragazzi della nostra isola, appartenenti alla cosiddetta “Millennial Generation”, a seguire le orme dei giovani di vent’anni prima. Proprio nell’era dell’informazione, nella quale le dinamiche e le conseguenze della dipendenza sono ben note, è preoccupante il ritorno all’abuso di droghe pesanti poiché lascia presupporre una scelta fatta con maggior consapevolezza da parte dei giovani. Molti di loro, per gli stessi motivi, prendono ogni giorno la medesima decisione del protagonista, Mark Renton, che così spiega allo spettatore le proprie ragioni: “Scegliete il futuro, scegliete...

Faulas

testi di Grazia Deledda con Piero Murenu musiche Juri Orrù Note di regia « Allora mise fuori dalle nuvole il suo gran piede divino e bloccò quel pezzo di terra, prima che affondasse del tutto. Così nacque la Sardegna, che proprio per questa ragione ha ancora la forma dell’orma di un piede. Ma non di un piede qualsiasi; quello è il piede di Dio.» La piece, tra racconti e musica suonata dal vivo, guida l’uditorio in un percorso fantastico e geografico in Sardegna attraverso le Leggende Sarde di Grazia Deledda e le trasposizioni di antiche storie della tradizione...

Racconti con colonna sonora

di e con Piero Murenu e Juri Orrù musiche di Piero Murenu, Juri Orrù, Mauro Laconi testi di Sergio Atzeni Sinossi Sei racconti ambientati in microcosmi degradati di periferia, paesaggi marini o africani accompagnati dagli accordi e i soli di due chitarre e percussioni, suonate in modo non convenzionale. «…ognuno di noi ha, ovviamente, sue proprie, immagini, che dipendono dalla singolarità della sua, esistenza.» Sergio Atzeni però non descrive un’immagine stereotipata dell’antico capoluogo sardo, mostra il “nero”, gli angoli più torbidi con le ombre che si muovono furtive lungo i vicoli della città vecchia. Note di regia In questo scenario gli interpreti della performance rimestano luoghi, personaggi e situazioni per far rivivere con la narrazione e la musica nuove emozioni, divenendo il tramite tra lo spettatore e la parola scritta, accompagnandolo in un viaggio per i vicoli della “Città Vecchia” in cui alla forza dei testi è unita la profondità delle musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Mauro Laconi, il collante che tiene unite le parole e i pensieri raccontati da Piero Murenu e Juri Orrù, che si uniscono a lui con le loro chitarre e percussioni. Nella loro interpretazione sul palcoscenico riportano in vita la scrittura cruda ed allo stesso tempo elegante di Atzeni, parole cariche di sensibilità che intrecciano tra le righe della memoria la multiforme massa umana che si aggira nella sua città...

Racconti Kalaritani

regia di Piero Murenu con Piero Murenu musiche Juri Orrù Note di regia « E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all’inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia. La città si ammucchia verso l’alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. Sembra la Spagna, o Malta: non l’Italia. » (David Herbert Lawrence, Mare e Sardegna, 1921)  La piece, tra racconti e musica, guida l’uditorio in un percorso storico, politico e geografico che ha come centro la città di Cagliari, attraverso i racconti dei viaggiatori dall’epoca fenicia alla fine del secolo...

Silenzio

scritto e diretto da Roberto Dessì   con Alessio Arippa, Roberto Dessì, Valentino Pili, Chiara Porcu, Michela Scalas, Chiara Tallarita   luci e suoni Ivano Cugia Sinossi Alfredo Magneti, noto romanziere, vive un momento difficile: ha il blocco dello scrittore, non pubblica un libro da sei anni ed è in crisi con la sua compagna, Margherita, la quale, per risolvere i loro problemi, decide di andare dalla Dott.ssa Contini, terapista di coppia. Alfredo non è entusiasta di questa scelta, anzi, si mostra restio alla terapia, dando sfogo a dei lati oscuri del proprio carattere che la sua stessa compagna non riesce a capire. Note di regia Silenzio! si insinua nello stigma basato sulla discriminazione e sul pregiudizio nei confronti dei disturbi psichiatrici, radicato nella società e trasmesso dai genitori ai figli e provando, attraverso una narrazione cruda, a sottolineare l’importanza dell’apertura culturale nei confronti della psicoanalisi e della psichiatria nel prevenire e trattare patologie che richiedono cura e rispetto così come tutte le altre....

Hard On Reloaded – come rimorchiare online

di e con Alessandro Pani e Filippo Salaris con la partecipazione in video di Sergio Cugusi, Piero Murenu, Francesca Saba luci Ivano Cugia Sinossi Il rimorchio è un’arte e, come ogni arte, anche questa ha bisogno di maestri che svelino le tecniche segrete che vengono tramandate di generazione in generazione. Dopo aver dispensato per anni le loro mosse migliori i due guru del rimorchio decidono di rivelare i segreti del rimorchio online.  Note di regia Il nuovo HARD ON, per l’appunto Reloaded, analizza la seduzione ai tempi della rete: il “rimorchio 2.0”.  “La maggior parte di voi ne possiede uno. C’è chi ce l’ha piccolo e chi l’ha più grosso, ma una cosa è sicura: non lo avete ancora usato al massimo delle sue potenzialità” e l’unico modo di imparare è essere presenti e attenti perché i veri maestri non amano ripetersi. Tra chat piccanti, collegamenti in diretta, richieste d’amicizia, video illustrativi e realtà virtuale tutti saranno chiamati in causa, sia uomini che donne, e tutti dovranno imparare a sfoggiare il proprio sex appeal nel mondo...

1984 – Ecce homo

una co-produzione Artisti Fuori Posto e Figli d’Arte Medas regia e drammaturgia Gianluca Medas con Alessandro Pani, Filippo Salaris e Gloria Medas aiuto regia Sonia Soro costumi Marco Nateri immagini video e montaggio Filippo Salaris illustrazioni e musiche Fabio Coronas realizzazione scene Piero Murenu e Romeo Pani luci e video mapping Andrea Piras immagine coordinata e foto di scena Piero Murenu Sinossi Una stanza asettica dal perimetro luminoso e semicircolare. Forse si tratta di una prigione, forse si tratta di una clinica. Winston Smith viene accompagnato al centro della stanza da una giovane donna vestita di nero. È emaciato, sfinito, e sta su una sedia a rotelle; i suoi polsi e le sue caviglie sono immobilizzati. È stato arrestato nel quartiere Prolet D2 insieme alla sua amante Julia. Abbandonato Winston al centro dello spazio, la giovane donna si dirige verso una postazione laterale. La stanza si illumina e, agli occhi di Winston, appare un luogo distopico e minimale, sprovvisto di arredamento. Solo alcuni cubi argentati sparsi per la stanza, la postazione della donna fatta anch’essa di cubi e, infine, sulla sinistra, un grande monolite rettangolare che ricorda uno smartphone. La donna schiaccia un tasto e il grande monolite si accende. Sulla superficie dell’oggetto appare un’interfaccia dai colori nero e rosso, su cui sovrasta la scritta VERBA. All’interno del layout compare il primo dei tanti video che interverranno durante lo svolgersi del racconto, tutti riguardanti la vita privata di Winston. Infatti VERBA è il social network che chiunque può utilizzare, ma è anche lo strumento mediatico attraverso il quale il Grande Fratello, ovvero il sistema di potere, controlla le vite...

In Grace – memorie di Jeff Buckley

di e con Filippo Salaris musiche di Jeff Buckley Sinossi Se fossimo stati a New York nel 1993, una di quelle piovose serate dell’autunno in quella città, entrando in un locale avremmo potuto assistere a una performance di Jeff Buckley. Con la sua voce e la sua chitarra ci avrebbe affascinato e catturato completamente.  il 29 maggio 1997 Jeff stava per iniziare le registrazioni del suo nuovo disco, dopo il successo del suo primo album Grace, che David Bowie stesso aveva definito come “uno dei dieci dischi che avrebbe voluto portare con sé su un’isola deserta.”, il resto della band stava atterrando a Memphis poco lontano da lui, avrebbero dovuto incontrarsi il giorno successivo per lavorare in studio. Jeff si reca su una spiaggetta del Wolf River Harbo, entra in acqua completamente vestito, e si getta in un’onda. Non riaffiorerà mai più. Ritroveranno il suo corpo solo il 4 giugno. Morte accidentale, recita l’autopsia, niente droghe e niente alcol nel sangue. Jeff, semplicemente, è morto affogato.  Cos’è stato a trascinarlo via, in quella sera di primavera, non lo sapremo mai. Sicuramente però ci ha lasciato in consegna la sua breve, intensa storia, che non può non essere raccontata perché è una fiaba triste che ci insegna cosa significa essere artisti e godere di uno stato di grazia. Note di regia Lo spettacolo prevede la presenza in scena di 1 musicista, 1 cantante e 1 attore. L’attore darà voce alle riflessioni di Jeff, tratte da interviste, diari e testimonianze di chi lo ha conosciuto in vari momenti della sua vita, mentre il cantante e il musicista restituiranno forma all’altra voce,...

Come bestie allo zoo

scritto e diretto da Filippo Salaris con Alessandro Pani, Francesca Saba e Filippo Salaris musiche originali di Michele Marescutti voce fuori campo Piero Murenu luci e fonica Ivano Cugia Note di regia Immagina una città che potrebbe essere la tua. Immagina dei palazzi una periferia che vedi solo da lontano mentre sfrecci con la tua auto. Immagina delle persone che vivono dentro uno di quei palazzi. Infine immagina di essere tra loro e di sentirti come una bestia allo zoo.  “In un certo senso questo si sposava bene con l’idea che avevamo della città. Ci eravamo cresciuti dentro, da quando eravamo bambini. In quelle strade ci avevamo giocato a pallone, ci siamo scambiati le figurine. Ci siamo raccontati i nostri segreti. Ci stavamo stretti e comodi allo stesso tempo. Eravamo come bestie allo zoo”, racconta Crabu (Alessandro Pani ) che insieme a Garau (Filippo Salaris) e Claudia (Francesca Saba), è uno dei tre personaggi che danno vita al testo, a cavallo tra la commedia e la tragedia esistenziale. In questo spettacolo, ambientato nella città di Cagliari, gli Artisti Fuori Posto indagano sulle dinamiche umane che portano all’odio all’interno di una città multietnica, in cui la convivenza forzata e la povertà generano illegalità. Presentano uno spaccato di vita che disegna un mondo in cui tutti sono vittime e tutti sono carnefici di qualcun altro. Perché, come dice uno dei personaggi, Garau “siamo tutti i negri di qualcuno” e se non vuoi essere schiacciato devi trovare qualcuno da schiacciare, in una costante e animalesca lotta tra gli ultimi per diventare i penultimi. Sinossi Luca Garau, noto nell’ambiente della malavita cagliaritana come...