una co-produzione Artisti Fuori Posto e Figli d’Arte Medas
regia e drammaturgia Gianluca Medas
con Alessandro Pani, Filippo Salaris e Gloria Medas
aiuto regia Sonia Soro
costumi Marco Nateri
immagini video e montaggio Filippo Salaris
illustrazioni e musiche Fabio Coronas
realizzazione scene Piero Murenu e Romeo Pani
luci e video mapping Andrea Piras
immagine coordinata e foto di scena Piero Murenu
Sinossi
Una stanza asettica dal perimetro luminoso e semicircolare. Forse si tratta di una prigione, forse si tratta di una clinica.
Winston Smith viene accompagnato al centro della stanza da una giovane donna vestita di nero. È emaciato, sfinito, e sta su una sedia a rotelle; i suoi polsi e le sue caviglie sono immobilizzati. È stato arrestato nel quartiere Prolet D2 insieme alla sua amante Julia.
Abbandonato Winston al centro dello spazio, la giovane donna si dirige verso una postazione laterale. La stanza si illumina e, agli occhi di Winston, appare un luogo distopico e minimale, sprovvisto di arredamento. Solo alcuni cubi argentati sparsi per la stanza, la postazione della donna fatta anch’essa di cubi e, infine, sulla sinistra, un grande monolite rettangolare che ricorda uno smartphone.
La donna schiaccia un tasto e il grande monolite si accende. Sulla superficie dell’oggetto appare un’interfaccia dai colori nero e rosso, su cui sovrasta la scritta VERBA. All’interno del layout compare il primo dei tanti video che interverranno durante lo svolgersi del racconto, tutti riguardanti la vita privata di Winston. Infatti VERBA è il social network che chiunque può utilizzare, ma è anche lo strumento mediatico attraverso il quale il Grande Fratello, ovvero il sistema di potere, controlla le vite private di chi vive in Oceania.
Il carceriere O’Brien appare in scena tenendo un tablet tra le mani; ha un distinto ed elegante aspetto sacerdotale.
O’Brien è il portavoce del Grande Fratello, ed è colui che risponde alle domande di Winston circa la fonte di controllo della realtà. Tutto il reale – spiega O’Brien- è un artificio dell’Algoritmo, l’equazione matematica che tutto sa e tutto prevede.
Per merito dell’Algoritmo esiste un mondo perfetto e illusorio, in quanto privo di moti irrazionali dettati dal sentimento umano e dalla volgare dimensione corporea.
Ma Winston ama Julia; Winston si interroga sul vero; Winston vuole che lo spirito dell’uomo sopravviva. Per questo è un sovversivo, e per questo O’Brien dovrà accompagnare il suo carcerato in un percorso di dolorosa rigenerazione, affinché egli abbracci spontaneamente i desideri del Grande Fratello.
Note di regia
Cercando il mostro alla fine si rischia di trovarlo e, quando ciò accade, l’unica certezza è che lo spirito non potrà rimanere inalterato. Affrontare i propri incubi è un’esperienza che permette all’essere umano di conoscere l’altro da sé; eppure questo incontro produce riflessioni che sono l’inizio della discesa verso l’abisso. In che modo cambia l’essere umano davanti a questo abisso? Ecco la domanda che
ha ispirato 1984: Ecce Homo.
In questo lavoro viene raccontata la storia di due uomini, un oppressore e un oppresso, i due vertici opposti ed estremi che accomunano qualsiasi sistema di potere. Da una parte O’Brien è la forza rude e controllata, è il pensiero puro che sgorga nel suono e nella vocalità; d’altra parte, il temperamento di Winston risiede in un corpo ribelle, eppure debole e immobilizzato.
I due protagonisti si affrontano in un dialogo squisitamente filosofico che ruota attorno alla vita e alle scelte finalizzate al raggiungimento del vero. Chi ha ragione? E perché qualcuno dovrebbe aver ragione?
Ma O’Brien e Winston non sono poi così diversi. In entrambi vi è la consapevolezza che la risposta definitiva, la verità, la libertà, passano attraverso il dolore, la paura e la rigenerazione.
L’intreccio tra la metafora orwelliana del Grande Fratello in quanto sistema di potere, e quella dell’Algoritmo, ha suggerito una scenografia che ricordasse un limbo, una gabbia dai confini incerti. Perciò abbiamo lavorato alla creazione di uno spazio che fosse in grado di mutare forma grazie al solo intervento del video, delle luci e del suono; capace di confondere e allo stesso tempo di aprire una via verso una dimensione altra. Da qui l’idea di costruire delle lastre di legno sulle quali proiettare immagini con il video mapping, e di utilizzare il suono per disegnare il cambiamento degli ambienti e accompagnare gli ordini di O’Brien.
Accettare che tra le pieghe della realtà si nasconde l’Algoritmo, può essere duro da sopportare, e tuttavia si può trovare una via di scampo domando la frammentazione della verità razionale. Solo in questo modo è possibile comprendere i veri significati di amore e di potere.
O’Brien – Adesso alzati ultimo uomo, custode dello spirito umano. Ti vedrai come sei.
Winston si alza dalla sedia e compie così l’ultimo passo verso la sua deframmentazione spirituale. Vede la propria immagine riflessa allo specchio e vi riconosce il proprio fallimento come corpo, come spirito, come esistenza. In questo lavoro ho voluto raccontare la ribellione verso l’Algoritmo che tutto controlla, e verso le catene che legano ognuno al proprio Grande Fratello.
Linguaggio multimediale
Il lavoro delle compagnie si concentra sul dialogo tra il linguaggio scenico dal vivo e il linguaggio multimediale, affiancando alla recitazione teatrale, strumenti come il video e la proiezione video mapping.
La dimensione multimediale interviene attivamente su un doppio binario. A livello drammaturgico, i video entrano a far parte della narrazione degli eventi integrandosi organicamente all’azione scenica; a livello scenografico, il video mapping contribuisce alla costruzione di uno spazio scenico in grado di mutare aspetto costantemente.
La scelta formale risponde alla necessità di indagare il labile confine tra realtà e illusione sperimentando le molteplici possibilità che la tecnologia è in grado di offrire al teatro.